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La parete sud del Lhotse l’ho vista per la prima volta dalla vetta del Ama Dablam nel autunno del 2000, dopo le fotografie di rito mi sono soffermato a guardare a 360° il mondo sottostante l’occhio si ferma sulla maestosa parete che molti hanno tentato e pochi sono riusciti ha vincere, seguendone i contorni dal Nuptse al Shartse, aguzzando la vista vedo ben visibile una cresta all’estrema destra che cavalca gran parte dell’immensa parete per più di 2000 mt. Presumo e terminare su di un primo plateu di neve un intaglio, e il plateu finale poi la vetta 8383mt. Il lhotse Shar.
Negli anni a venire m'informo su quella montagna, che pochi conoscono se non sulle carte topografiche e molte fotografie, ma comunque in secondo piano perché troppo vicina al più alto Lhotse, Shar nella lingua locale significa Est.
Scopro che nella primavera del 1983”chissà per quale coincidenza” una spedizione da Lecco ne tenta la scalata giungendo a quota di 6000mt circa e obbligati alla ritirata causa le numerose slavine, guarda caso della spedizione fa parte il mio amico e compagno di cordata in diverse salite, l’alpinista e fotografo Floriano Castelnuovo.
Da lui avrò tutte le fotografie, i dettagli della cresta sud est de Lhotse Star, gli chiedo se volesse ritentare quella salita, mi disse di no.
A gennaio 2008 decido di partire da solo senza portatori d’alta quota, ne ossigeno, impresa ardua non ho sponsor per qualche mese chiedo in giro ma nessuno risponde alla domanda, solo un piccolo calzaturificio vicentino “Gamberana” si offre di darmi le calzature d’alta quota il che non è poco.
Ad agosto preparo il cargo e spedisco, il 1° Settembre sono a Kathmandu, il 5 settembre arrivo a Lupa e inizia il trekking di avvicinamento ormai non posso più tirarmi in dietro devo andare avanti nonostante i tanti dubbi, anche il cuoco che è al mio seguito esprime molte perplessità, non sulle mie capacità ma sulla difficoltà della scalata, strada facendo m’informa con estrema cautela che l’hanno precedente una spedizione Coreana che tentava la stessa via di salita, dovette rinunciare perché morirono alcuni membri la spedizione.
Pensai e ripensai ai dubbi e tante altre cose e poi in conclusione e un po’ follemente che probabilmente avrei trovato alcune corde fisse che potevano agevolarmi nella salita, le corde fisse non le trovai.
Giunti a Khumjung 3790 mt sosta obbligata per il disbrigo delle formalità burocratiche e controllo delle attrezzature alpinistiche “quantità di gas mt. di corda n°di viti da ghiaccio ecc.”
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